Lettere al sito

29 Maggio 2006
<<Vivo immersa - soprattutto per lavoro ma non solo - nel mondo della rete, con tutte le sue numerose forme di comunicazione e interazione. Ma mi pongo quotidianamente il problema di come farle usare ai figli in modo equilibrato (sempre che noi adulti, per primi, ci riusciamo...). I link segnalati sono molto interessanti. Grazie!>> (C.C.)

25 Maggio 2006
<<Concordo sul porre attenzione a questo genere di problemi e attraverso di voi voglio mandare questo messaggio ai lettori del sito: SEGUITE I VOSTRI BAMBINI E RAGAZZI CON TUTTA L'ENERGIA CHE AVETE.
L'esperienza di questi anni di genitrice infatti mi conferma, in misura crescente, che la presenza è necessaria e che la scelta si pone tra: educare i nostri figli o farli educare dalle organizzazioni esterne anche attraverso i media. Il fine di queste organizzazioni però è il vantaggio per l'organizzazione stessa e non di reale interesse dei nostri figli.
Quasi ogni volta che mi sono lasciata convincere da scelte e consuetudini diffuse, mi sono poi pentita vedendone gli impatti negativi (perchè un bambino delle elementari deve pernottare fuori con la scuola? o con gli amici? perchè bisogna comprare il gameboy? perchè non sarà felice senza cellulare a otto anni? ...). L'elenco è più lungo di quanto valga la pena descrivere; guarda caso c'è sempre un risvolto di "consumo" dietro tutto questo!
L'educazione deve sì portare alla consapevolezza ed all'autonomia del figlio, ma seguendo la verità e non l'effimero. Noi genitori abbiamo il dovere di essere presenti e proteggere i nostri figli dalla cultura dell'effimero e dare loro la possibilità di scegliere ciò che è vero senza imporlo. Questo passa anche per la sorveglianza sulla loro incolumità. Lo sviluppo può avvenire serenamente in assenza di profondi traumi.
Finchè i bambini sono piccoli è giusto e necessario essere presenti. La scelta del genitore si complica quando il bambino cresce e deve iniziare a conquistarsi autonomie crescenti. In questo caso bisogna trovare il modo per esserci, ma non ostacolare, incoraggiare ma non sostituirsi. La consapevolezza, la volontà di dare il meglio, la preghiera che si sono consolidate nel tempo ci indicano i passi da seguire giorno per giorno, lungo il meraviglioso tratto di strada che il Signore ci fa percorrere con i nostri figli. Un grande in bocca al lupo.>> (E.N.)

25 Maggio 2006
<<Oggi l'educazione ai media è diventata oggetto di tutti i settori dell'agire individuale e collettivo. I mass media sono agenzie di stampa, giornali, televisioni di vario tipo, radio, internet, cartellonistica pubblicitaria, cinema, cellulari e trovano la nuova frontiera tecnologica nella rete elettrica/neurale mondiale capace di sommare tutti i media e di fornire una potenzialità di connessione senza nessuna pausa. Che lo vogliamo o no, che lo ammettiamo o no la nostra mappa del mondo è la personale bussola che ci orienta in esso: la nostra identità ne è influenzata massicciamente. Siamo influenzati nella nostra cultura, scelte lavorative, attitudini sociali, nella personale agenda delle priorità politiche, nella nostra estetica e, di conseguenza, nei nostri consumi e nelle nostre adesioni a diverse ideologie. Poco importa, soprattutto in bambini/e, ragazzi/e e adolescenti, che la consapevolezza sulla struttura del linguaggio dei media sia alta. La forza d'urto dei messaggi risulta comunque sensibile.>> (M.R.)


Con il contributo di

   Municipio Roma III